StatRosa

“Fa freddo nello scriptorium, il pollice mi duole. Lascio questa scrittura, non so per chi, non so più intorno a che cosa: stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.”
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Leggo su Il Giornale di oggi titoloni come “Padiglione Sgarbi”, “Genio e Provocazione”. L’articolo è di Luca Beatrice.

Voglio sorvolare sull’attacco tutto partitico del pezzo. Il buon ex commissario del Padiglione Italia della precedente edizione elogia il suo successore come fosse l’ultimo dei partigiani rimasti dalla loro parte.

Voglio anche sorvolare sul fatto che abbia titolato “Padiglione Sgarbi" a sottolineare la mancanza di necessità degli artisti in questa edizione della Biennale di Venezia dal momento che è lampante che si tratti solo ed esclusivamente di un one man show.

Voglio sorvolare sull’uso parola genio che è un termine che ha una relatività così ampia che ci si perderebbe a trattarlo.

Voglio sorvolare su parole come “democraticità" di questa edizione che mette vicino grandi artisti a misconosciuti. Nell’utilizzare questi termini già possiamo notare che il loro pensiero tanto democratico e non classista non lo è. Per non parlare dei trattamenti. Pesi e misure talmente differenti che al solo sentire la parola democrazia mi vien l’orticaria.

Parliamo di provocazione invece. Ora lo dico chiaramente: IO NON VOGLIO PIU’ ESSERE PROVOCATO!

Se la “provocazione” 50 o 60 anni fa aveva un senso per scuotere coscienze intorpidite con un atto o una immagine mai viste fino a quel momento, è bene cominciare a considerare che oggi non va più bene. Da quel momento in poi ne siamo stati bombardati sulla linea di un atteggiamento forse troppo modaiolo e conforme fino ad arrivare alla saturazione.

L’obiettivo di una provocazione è “chiamare fuori”; far uscire allo scoperto le singole identità, stimolarle a divenire parte attiva di un dibattito e non solo a subirlo. Oggi, dopo 50 anni di provocazioni, il rischio che si sta correndo è che si stimolino “(re)azioni” che nulla hanno a che fare con la cultura, l’attività di pensiero e in definitiva con gli aspetti più alti e nobili della nostra civiltà.

Detto in modo più terra terra: se mi righi la macchina non mi puoi venire a dire che era una provocazione e volevi vedere la mia reazione. Io non te meno una volta sola, ma de più!

P.S. Il nostro caro Piero vi ha già mangiati, digeriti, defecati e messi in scatola proprio per evitare che puzzaste troppo. Pensateci.

  1. postato da statrosapristina